Primo incontro con le scuole Balzani e Iqbal Masih dell’Istituto Comprensivo Salacone
Il bisogno di ascoltare storie e di qualcuno che ce le racconti ad alta voce. Non c’è un solo modo di ascoltare e non importa quanto rumore ci sia di sottofondo. Quel bisogno lo ritroviamo antico in ognuno di noi.
Incontriamo due quinte elementari di due scuole del quartiere di Tor Pignattara per leggere insieme Gli Amici Nascosti, scritto da Cecilia Bartoli ed edito da Topittori.
Arriviamo alle 8.30 alla scuola Baracca dell’Istituto Comprensivo Salacone, è lunedì mattina e fa piuttosto freddo. La classe della maestra Alfonsina ci aspetta al campo da basket con in mano degli stuoini colorati, ne hanno portati anche per noi. La lezione oggi si fa all’aperto, seduti a terra. Cerchiamo uno spicchio di sole e ci mettiamo in cerchio: comincia la nostra mattinata insieme, ci riscaldiamo, ci presentiamo con la voce e con il corpo.

Il tempo del racconto è un tempo prezioso e molto spesso è imprevedibile. I bambini aprono i loro stuoini, si tolgono le scarpe e vi si sdraiano sopra. Ci immergiamo in un silenzio apparentemente soporifero nelle parole di Robera, il bambino protagonista della nostra storia che in prima persona racconta del viaggio che fa con la mamma Taiba per arrivare in Italia.

Subito dopo ci trasformiamo in giornalisti e ci intervistiamo a vicenda: qualcuno fa le domande, con il registratore in mano, e qualcuno cerca di rispondere.
Chi sono gli Oromo?
Perché Taiba e Robera sono costretti a scappare?
Perché Taiba, viene chiamata gheg’na, la coraggiosa?
Con la quinta della scuola Iqbal Masih troviamo un altro tipo di ascolto. È un ascolto tratteggiato da un brusio di fondo di voci di bambini di altre classi che ci giocano intorno, in un cortile chiassoso fatto di ricreazioni scaglionate per evitare troppi assembramenti. Non riusciamo a metterci in cerchio, eppure ne fanno tutti parte, ognuno a suo modo, o vi ci orbitano attorno. Matteo fa tante domande durante la lettura, un po’ per il gusto di interromperla, un po’ perché vuole sapere davvero che cosa succederà dopo. Non fa altro che interagire con Luca, che sta leggendo, a un certo punto si alza e si mette alle sue spalle per sbirciare le pagine del libro. Sebastian è seduto lontano, ma poco a poco, in silenzio, si avvicina e si siede vicino a noi; e poi c’è Leonardo, che all’inizio non voleva partecipare e faceva di no con la testa e invece adesso è seduto immobile e ha gli occhi spalancati.