Incontro con l’autrice Cecilia Bartoli

Scoprire insieme all’autrice come la storia di Taiba e Robera è diventata il libro edito da Topipittori

Io con mio figlio, paura, tutte persone piangere. Il mare alto, così così [grandi grandi onde]. Tredici bambini, duecentocinquanta persone, nave grande. Cinque giorni il mare così così [grandi onde]. Tutti stretti, arriva acqua, tutti i vestiti bagnati. Lacrime, tutti tutti. I soldi nella borsa, i soldi nascosti nella cintura. Acqua e biscotti nella borsa. Robera e tutti i bambini sta male, vomita. Robera dice: “Mamma, dove io?”. Ha visto qua acqua, qua acqua, acqua, tutto intorno. Io: “Aspetta, Robera, dopo Italia”. Robera: “No, subito!”. Telefoniamo in Italia: “Aiutate, aiutate!” Arriva elicottero, butta giubotti di salvataggio. Poi venuta barca grande, tutti i bambini in barca grande, tre donne incinta. La barca grande tira la barca piccola. Robera va sulla grande con i bambini, io piango: “Dove è il mio bambino?”.

Come, la storia raccontata da Taiba, donna etiope conosciuta a Roma da Cecilia Bartoli, diventa una storia per bambini con la voce narrante di Robera, suo figlio? Qui Cecilia, autrice del libro, lo racconta agli studenti delle due quinte elementari.

L’incontro con l’autrice è sempre un momento speciale nel percorso di lettura collettiva del libro. Gli studenti delle quinta aspettano dal primo giorno di guardare in faccia e conoscere la donna che ha ascoltato la testimonianza dei protagonisti del libro, per riempirla di domande su dove siano ora Taiba e Robera, su come sono e su come erano.

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